La Cremazione
La perdita di una persona amata è un evento emotivamente provante e a volte traumatizzante che può arrivare all’improvviso o essere da tempo in vista. Abbiamo di fronte a noi un periodo delicato e a volte complesso che ci segnerà nel profondo. Non solo bisogna confrontarci con il lutto e con il dolore ma occorre destreggiarsi tra la documentazione e le procedure burocratiche che seguono la scomparsa della persona e l’imminente organizzazione del funerale.
Una delle voci primarie a cui pensare è rappresentata dal tipo di sepoltura. Come sappiamo ci sono vari tipi di sepolture:
-l’inumazione: la collocazione interrata della salma in un campo cimiteriale
-la tumulazione: la collocazione della salma in un loculo costruito in muratura (detto anche colombario o colombaro)
-la tumulazione in tombe di famiglia: la collocazione della salma in una tomba privata
Per quanto riguarda l’inumanazione, la salma viene posta all’interno di una bara di legno leggero non rivestito cosicché la decomposizione del corpo e della bara stessa avvenga in circa 10 anni; la concessione dura infatti 10 anni e non è rinnovabile. La tumulazione, invece, è prevista una bara rivestita sia da legno che da metallo; la concessione dura un determinato numero di anni e può essere rinnovata. Questi tipi di sepoltura sono ad oggi i più diffusi in Italia e vengono scelti nella maggior parte dei casi.
Tuttavia, si sta affermando sempre di più una quarta opzione: la cremazione.
Con cremazione intendiamo la riduzione del feretro (e della bara) in frammenti ossei tramite fuoco e poi ridotti in cenere. Questa è una pratica molto antica, basti pensare che in Asia è una pratica rimasta per lo più immutata da millenni, paesi come l’India ne sono un esempio
In Australia sono stati trovati i resti di cremazione più antichi al mondo, risalenti a 17.000 anni fa. Abbiamo testimonia di questa pratica tra il popolo egizio, fenicio e babilonese. In Europa, fu praticata da Greci, Romani e popolazioni nordeuropee e della Russia occidentale.
Ma come avviene oggi la cremazione?
La procedura di cremazione viene condotta in strutture autorizzate che per lo più coincidono con i complessi cimiteriali (è possibile verificare la presenza o meno di una struttura autorizzata per la cremazione sul sito del Comune o del cimitero di riferimento).
Lo strumento principale di questi centri è il forno crematorio che può raggiungere i 900-1000 gradi centigradi. Queste temperature sono raggiunte attraverso fiamma diretta, prese elettriche o bruciatori a gas mentre la combustione avverrà tramite arroventamento delle due delle pareti del forno stesso.
La cremazione avviene adagiando la salma all’interno della bara nella camera preriscaldata; questa sarà poi condotta nella parte superiore forno attraverso un sistema meccanizzato. La salma e la bara prenderanno fuoco velocemente e la cenere andrà a posarsi nella parte inferiore del macchinario.
L’impianto è provvisto un sistema di ventilazione adatto a garantire la combustione costante, sottoposto a costante monitoraggio e manutenzione.
Al termine del processo che dura qualche ora (tra 1 e 3 ore) , i resti vengono spinti all’esterno dell’apparato crematorio in una zona dedicata al raffreddamento. In seguito le ceneri verranno posate su un setaccio a vibrazione che andrà ad eliminare i resti più fini lasciando quelli che passeranno all’ultimo trattamento. Nell’ultimo passaggio del processo di cremazione, una calamità raccoglierà e separerà gli elementi di metallo (ad esempio i chiodi della bara) dai resti che verranno poi posti in un’urna.
CREMAZIONE IN ITALIA
Negli ultimi anni si è notato un incremento costante nella scelta della cremazione come metodo di sepoltura, soprattutto nelle aree metropolitane e nel centro-nord del Paese grazie alla maggior presenza di strutture autorizzate e ad oggi l’Italia è la quarta nazione in Europa per numero di cremazioni dopo Regno Unito, Germania e Francia.
DISPERSIONI DELLE CENERI
Una delle novità che riguardano la cremazione è l’abolizione del divieto di dispersione delle ceneri e il conseguente obbligo di conservazione nei cimiteri. Le ceneri vengono consegnate ai famigliari ed è ora possibile conservare le urne in casa purché sia riportato e visibile il nome del defunto. Inoltre, i resti possono essere dispersi in spazi aperti (ad esempio bosco, mare, campagna o montagna), in spazi appositamente riservati all’interno delle aree cimiteriali oppure in aree private.
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