Golf Break - Sardegna

Codice prodotto : GLSGMIT

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Golf Break - Sardegna Sardegna

Golf Break - Sardegna: Curiosita'

Un paradiso verde ad un’ora di volo da Roma e da Milano e a soli trenta minuti da Cagliari.
Se amate sinceramente il golf, le sue sfide, le sue emozionanti ricompense, non dovete andare oltre. C’è tutto: natura rigenerante, mare di cielo e soprattutto dieci chilometri di tappeto verde su cui giocare i vostri colpi migliori. Per voi 45 buche mozzafiato, di cui 18 disegnate da Gary Player. Un percorso avvincente su cui si sono già esibiti campioni mondiali come Bernard Langer, Mark James, Sam Torrence, Ian Woosnam, Costantino Rocca e Baldovino Dassù. Nel firmamento si vanta anche la nascita di una stella, Vijay Singh, vincitore nel 1989 degli Open Volvo, il suo primo vero successo internazionale.

PRIMA BUCA Una buca iniziale abbastanza semplice per il giocatore che si accontenti del par, ma l'entrata stretta al green ben difeso respingerà qualsiasi secondo colpo che non sia "a bersaglio" e renderà difficilmente raggiungibile "due putts per il birdie". Nulla da guadagnare se si indirizza il drive verso il green ben visibile dalla partenza: assai meglio un drive tra l'albero e il bunker seguito da un secondo al di sopra delle quattro querce che possono essere agevolmente superate.

SECONDA BUCA Un par 4 classico con un bunker a sinistra a 240m. sul fairway che presenta al giocatore medio la linea piu' tranquilla per il drive. Segue però un secondo colpo in salita alquanto arduo. Il giocatore preparato a rischiare dovrebbe piazzare il suo drive sulla destra, lasciandosi così un ferro più corto per il green. E' un green assai lungo con un'entrata strettissima fra i bunkers... meglio prendere un bastone in più di quanto non giudichiate a prima vista: e' un colpo assai ingannevole.

TERZA BUCA Un par 3 genuino che richiede un colpo diritto e genuino verso un green sopraelevato ed ampio senza particolari pendenze. Un bunker a sinistra difende il green ed un altro dietro ad esso protegge il tee successivo. Una piccola cosa... scegliete il bastone giusto: andar lungo sarebbe fatale!

QUARTA BUCA Questo "dog-leg" abbastanza pronunciato e' lungo o corto tanto quanto il vostro coraggio lo renderà. Giocare in sicurezza verso il bunker di sinistra vuol dire fare un drive di circa 230m. lasciandovi un lungo secondo mezzo cieco. Il drive ideale sarebbe un lungo ed alto "fade" mirando sopra l'alberello al vertice del dog-leg. Così facendo ridurreste il vostro secondo colpo ad un ferro e vi avvicinereste al green dal lato, ossia quello meno difeso.

QUINTA BUCA E' il numero 1 nella lista dei colpi e probabilmente la buca più punitiva di tutto il percorso. A destra ed a sinistra per tutta la sua lunghezza il cespugliame costeggia il fairway; il "fuori-limite" minaccia il lato sinistro; un lago e' in agguato per inghiottire il "quick-hooks"; un bunker profondo sulla sinistra accoglie i drives troppo ambizioni; un albero solitario a centro pista fa la guardia, sovrastandolo, al "canyon" che costituisce l'approccio al green e sul cui fondo scorre un rio nascosto. Ed il green? E' su uno spuntone di roccia circondato dalla "terra di nessuno". Ma il green e' di varie dimensioni, a due piani, ed il metodo per raggiungerlo e' solo "via aria" tagliando l'angolo col drive se le condizioni lo permettono.

SESTA BUCA Finalmente la possibilità di un vero birdie a questo corto ed invitante par 4. Il fairway si stringe a 30m. a sinistra del bunker, ma questa e' senza dubbio la linea e lascia poco più di un wedge o un ferro 9 per il secondo colpo alla stretta piattaforma del green che spiove dal retro verso la parte anteriore.
La parola d'ordine e' "tirare il più vicino possibile alla bandiera". Non provate a fare i furbi ed a lasciarvi un putt in salita. Vi potreste ritrovare con sand-iron in mano per il vostro terzo colpo dalla sabbia che lambisce quasi tutto il bordo anteriore del green.

SETTIMA BUCA Da questo alto tee, costruito in pietra, l'enorme green si apre, invitante sotto di voi, dando rilievo a tutti i guai che possono attendervi sia sulla destra che sulla sinistra e perdere tutto il suo significato. Può dirsi che ha l'aspetto di un par 3 assai sincero, ma c'è in agguato un trabocchetto; l'approccio apparentemente aperto e' inclinato verso destra ed il tee-shot che resta corto schizzerà via e può essere inghiottito dal bunker o, peggio ancora, dal ruscello.

OTTAVA BUCA In leggera discesa lungo tutto il suo tracciato verso un green chiaramente visibile dalla partenza, la linea è ovviamente diritta. Il terreno intorno all'arrivo del drive pende verso sinistra, il drive perciò dovrà raddrizzarsi preferibilmente verso la metà destra del fairway per rimediare a questo dettaglio e guadagnare oltretutto distanza. Così giocando, supererete il lago a sinistra senza rendervi conto della sua esistenza. Un ferro corto per questo singolare green
a due piani, spioventi dal fronte al retro, impone un pitch in bandiera. Un bunkerino nascosto è in agguato per coloro che usano la via facile sulla destra.

NONA BUCA Lasciate il driver nella sacca per questo tee-shot in salita, autentico distruttore di score! Incredibilmente un lago vi attende a 230m. dal tee ed un bunker seminascosto vi sbarra la strada sulla destra. Mirando appena alla base della montagnola di sinistra qualsiasi bastone vi farà restare corto (ma non troppo corto) dal lago andrà bene. Dopodichè vi troverete alle prese con uno dei secondi colpi piu' spettacolari e severi del percorso: attraverso 70m. d'acqua e ad un green a due piani magnificamente scolpito e pesantemente difeso su tutti i lati da bunker cavernosi. Un'altra cosa: è più distante di quanto non pensiate.

DECIMA BUCA Un par 3 eccitante per iniziare le seconde nove, ancora una volta facendo uso del lago: con acqua da tee e green e nessuna strada alternativa, presenta un problema raccapricciante per chi ha la flappa facile. Attraversato il lago le caratteristiche principali sono i due "Is Molas bunkers" a ferro di cavallo che mordono il green, sia sulla destra che sulla sinistra. Ciò nonostante il green e' vasto, spiove dolcemente dal retro verso la parte anteriore e dovrebbe essere un bersaglio abbastanza facile da cogliere e da restarci su.

UNDICESIMA BUCA Un dog-leg quasi ad angolo retto verso destra con la bandiera appena visibile oltre collina, coperta di cespugli sulla destra. Potrebbe essere un birdie facile, di contro potrebbe anche significare un mucchio di guai; un canale murato accompagna il giocatore da tee a green, lungo il lato sinistro. La difficoltà maggiore consiste nel tee-shot, che più che difficile si potrebbe definire subdolo. Diritto, lungo il fairway, la linea ovvia è l'albero solitario... e vi trovate senza più fairway; mirando più a destra verso il ciuffo d'alberi vi potreste trovare fra gli alberi e senza poter tirare al green. Quando ciò è possibile il golfista lungo e coraggioso tira a tagliare sopra le montagnole quanto più si sente osare, per lasciarsi poi un corto pitch al green.

DODICESIMA BUCA Dieci buche da quando avete giocato un par 5 ed il primo incontro con il fiume Su Tintioni; certamente una buca per un tattico consumato. Per i prudenti un colpo dal tee al centro e prima del fiume, un secondo corto a destra, lasciandosi un corto pitch a questo green a forma di banana disegnato per un par 5. Per i più arditi, un tee-shot un poco più a destra, con la possibilità di un secondo misurato al millimetro sparato all'entrata stretta del green. Per gli audaci, traversata del fiume nel punto più vicino e speranza di giocare un ferro per secondo green.

TREDICESIMA BUCA Il "road hole" con il tee-shot di importanza basilare: a 220m. il fairway si restringe a poco più di 25m. fra il "Sahara bunker" ed il secondo lago. Una strettoia crudele e con il "fuori limite" sulla strada... meglio lasciare il cappuccio sul driver. In compenso il green e' vasto, piatto ed aperto e non presenta problemi.

QUATTORDICESIMA BUCA Per qualcuno forse la più memorabile delle buche corte. Con un bunker davanti e quasi interamente circondato dall'acqua,
la forma del green assomiglia a quella del continente africano. Un tee-shot che passa sopra Città del Capo sarebbe l'ideale e da accesso alla parte più larga del green, ma ogni colpo indirizzato ad ovest della Nigeria impone precisione da orologiaio col ferro in mano. Questo vale per qualsiasi posizione di bandiera.

QUINDICESIMA BUCA The ‘wall’ hole: another delicate par 5, the longest of the course, where the out of bounds is waiting for you on the tee, beyond the Sardinian dry-stone wall. There is a tight spot between the wall and the hillock at the knee of the dogleg and an even narrower one for the second shot, which has to avoid the trap of the bunker on the fairway. Once this has been done a normal pitch can lead to a possible birdie. The shortest route is the one over the hill, with the green possibly within reach, but the Tintioni is a threat to any inaccurate second shot.

SEDICESIMA BUCA I "beardies" di Is Molas sono la caratteristica di questo tee-shot per l'ultimo dei par 5. Avvicinatevi ad essi quanto più vi sentite in grado di fare o superateli ed il green è a portata di mano, ma l'entrata è in salita assai ripida ad un green, a due piani con un bunker spietato sul fianco sinistro. Un ostacolo più sottile, una montagnola minuscola che modella la parte destra anteriore del green rende l'approccio problematico a seconda della posizione della bandiera.

DICIASSETTESIMA BUCA La buca va giocata esattamente come appare dal tee, facendo attenzione all'ostacolo d'acqua visibile solo una volta raggiunto. La linea ottimale risulta quella tra i due bunkers, con preferenza verso quello di destra, cercando di raggiungere la collina. A questo punto, piazzato il drive non rimane che un facile wedge per il green.

DICIOTTESIMA BUCA Un'eccellente buca finale, par 4, che divide gli uomini dai ragazzi ed egualmente difficile anche se si ignorino il "fuori limite" e i bunkers sul fairway. Drive diritto al bunker ed avrete la miglior linea al green... ma il secondo colpo e' cieco. Tirate il primo colpo sul lato destro assai meno pericoloso; vedrete la bandiera, ma dovrete giocare entro il lato corto piuttosto che lungo l'asse maggiore del green, arrivare e fermare la palla su questo green, stretto, sopraelevato e obliquo, e' il vostro esame finale; il putt non pone problemi.




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